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La moda ai tempi di Piero (seconda parte)

Torniamo a parlare di moda femminile!  Vi ricordate quando vi abbiamo parlato della veste della Madonna del Parto?

Oggi, grazie alla visione di un’altra opera di Piero della Francesca vi spieghiamo come potevano apparire diverse le vesti a seconda delle classi sociali.
Quando siete in un museo ricordatevi di guardare sempre ogni dettaglio, scoprirete che ogni pennellata può insegnarci qualcosa!

Date insieme a noi un’occhiata ai ritratti dei duchi di Urbino, oggi esposti nella Galleria degli Uffizi a Firenze: Battista Sforza e Federico da Montefeltro.

Il XV secolo era un periodo con forti distinzioni sociali e gli abiti erano uno dei mezzi tramite i quali questa differenza veniva manifestata. Iniziarono a diffondersi delle leggi, chiamate Suntuarie, che regolavano l’abbigliamento di determinati gruppi sociali obbligandoli a indossare segni distintivi.

La “ricchezza” dell’abito, oltre alla stoffa utilizzata per realizzarlo, veniva definita anche grazie al processo di tintura con cui veniva colorato. Le tinture potevano essere di natura vegetale, minerale oppure animale. Per esempio si va da un indaco ottenuto dalla pianta del guado o al rosso mattone ottenuto dalla pianta della robbia. Anche il tipo di colore che si voleva ottenere aumentava il valore dell’abito: il colore nero di cui è vestita Battista Sforza era frutto di più tinture successive, più “passaggi” che rendevano il nero un colore pregiato.

Specie negli abiti femminili, la ricchezza si sfoggiava anche con l’uso di maniche differenti rispetto al resto dell’abito. Le maniche della veste erano spesso staccabili, fatte in stoffa diversa, colori diversi e spesso ricamate sontuosamente.
Le maniche potevano quindi essere cambiate e sostituite per dare look differenti (da qui, nasce il detto “è un altro paio di maniche..!)

Nel dittico di Piero della Francesca, lei sfoggia un abito nero con maniche molto decorate.

Stando a quanto detto nel post precedente, e considerando il grande volume di stoffa necessaria per un abito femminile, la Duchessa si portava addosso un bel patrimonio!
Vediamo che anche la pettinatura della duchessa è molto elaborata, a differenza della dama rappresentata nella Madonna del Parto: le donne sposate popolane usavano bendare i lunghi capelli arrotolati, generalmente, in due torciglioni successivamente annodati all’estremità del capo o dietro il collo.

Le donne nobili invece potevano sbizzarrirsi con acconciature più complicate, grazie all’utilizzo di accessori come cuffie, veli, spille, perle, nastri e capelli posticci.

Per chi ancora non si è cimentato in questa attività, è arrivato il momento! Avete a disposizione tanti spunti e idee per la realizzazione della vostra bambolina! Prestate attenzione al discorso all’acconciatura: cambia se avete pensato ad una donna del popolo oppure a una duchessa!

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